Fiabe, leggende e miti

Il Kazakhstan è pieno di leggende. A partire da Attila, che formò il suo esercito proprio in territorio armeno e, secondo la leggenda fu colui che introdusse in Europa l’uso delle staffe e dei pantaloni. Altre leggende narrano che Buddha sia il discendente dell’antica popolazione kazaka Sak. Testimonianza della grande varietà delle leggende kazake sono visibili ovunque, primo fra tutti il Baiterek, un grande che domina il principale viale della capitale, alto 97 m e completamente illuminato di verde. Il monumento rappresenta un gigantesco albero tra i cui rami troviamo una sfera d’oro, l’uovo d’oro che conteneva tutti i desideri degli umani e le risposte sul loro futuro, depositato ogni anno dall’uccello sacro Samruk su un pioppo fuori dalla portata degli esseri umani.
Un’altra leggenda molto diffusa e celebre in Kazakhstan è quella di Burabay. Secondo questa narrazione l’esercito di Abylay Khan catturò una bellissima principessa e la condusse a Burabay. La principessa, corteggiata da molti guerrieri kazaki, decise di concedersi in sposa a colui che era in grado di lanciare una freccia in cima al massiccio roccioso, alto quasi 400m, che si erge alle spalle del lago di Burabay, ma nessuno riuscì nell’impresa. Per questo motivo la principessa si gettò nel lago, creando la roccia a forma di sfinge che emerge dalle acque. La storia si riflette anche nell’etimologia dei nomi: il massiccio roccioso viene chiamato Okzhetpes, che significa “irraggiungibile dalle frecce”, mentre la roccia nel lago viene chiamata Zhumbaktas, pietra misteriosa.